Quando si fanno i lavori in casa la parola chiave è “frustrazione”. Uno si deve mettere l’animo in pace e capire che, per quanto egli possa essere il più grande genio del bricolage – e non è assolutamente il mio caso – si troverà quotidianamente a essere sbeffeggiato. Dai tecnici che gli seguono i lavori (muratori, idraulici, elettricisti) e soprattutto dai negozianti che vendono i pezzi di ricambio.
Anzi, secondo me c’è un accordo segreto tra gli uni e gli altri. Non solo per fare prezzi improbabili ma anche per definire un gergo immaginario atto a prendere per i fondelli il cliente.
Un esempio? Eccolo.
ATTO PRIMO – IN CASA
L’idraulico apre la scatola del rubinetto e comincia a scuotere la testa.
“Non c’è”
“Cosa?”.
“Non c’è”, ripete come se io non avessi parlato.
Mi faccio coraggio. “Manca qualcosa?”
Lui alza la testa, mi guarda come se mi vedesse per la prima volta.
“Sì, manca il raccordo 25/16. Così il rubinetto non si può montare.”
“Ma come”, comincio ad annaspare, “mi sono raccomandato con il negozio che ci mettesse tutto…”
Ora la sua voce è carica di compassione.
“Eh, si vede che non ce l’hanno messo”
“Cosa?”
“Il 25/16″
Fa per raccogliere la sua roba e andarsene. Già mi vedo la sera lavarmi i denti nel bidet con mia moglie che insulta me, gli idraulici e in crescendo tutto il resto dell’umanità.
“Posso andarlo a comprare?”
“In teoria sì”
“Ma?”
“Son tutti chiusi, è ferragosto”, continua a raccogliere la roba.
“Ma no”, sparo all’impazzata, “mi pare che XXX sia aperto…”
Sbuffa. “Ok, vai e ti aspetto”.
“…”
“25/16. Lui capisce”
ATTO SECONDO – AL NEGOZIO
L’uomo ti squadra e in tre secondi ha già capito se stai tra gli eletti (gli installatori), i semieletti (i maneggioni) o i paria (gli sfigati). Mi ha messo nella terza categoria e perciò aspetto per mezzora mentre gli eletti mi scorrono attorno, vanno diretti in magazzino, si battono gli scontrini e dicono frasi tipo “poi ci rifacciamo”.
Alla fine viene da me.
“Un… raccordo”, leggo l’appunto, “25/16… mi pare…”
Lui mi guarda come se avessi parlato in un dialetto delle tundre caucasiche.
Io mostro il foglietto sperando che così vada meglio.
Lui lo prende e poi scuote la testa (peraltro con la stessa cadenza con cui scuoteva l’idraulico poco prima).
“Sicuro?”
A quel punto tiro fuori la carta dell’umiliazione e dico la frase-tipo dello sfigato. “Così mi ha detto l’idraulico”
“Chi è l’idraulico?” (evidentemente la domanda ha un senso anche se mi sfugge)
Dico il nome e lui sembra per un attimo rischiararsi. Poi si rifà scuro.
“Il 25/16 non lo fanno più da anni. Ho questo.” Guardo il pezzo che mi mostra con occhi vuoti. “Dovrebbe andare bene lo stesso.”
A quel punto farei qualsiasi cosa per liberarmi dall’incantesimo malvagio. Dico che va bene, pago un prezzo spropositato e prendo il pezzo.
Sto per uscire ma lui mi ferma. Temo il peggio, invece mi dice solo di salutare l’idraulico. Sorride, credo mi stia prendendo per il culo.
A questo punto potrei parlargli delle crittografie mnemoniche, di un libro che lui non avrà mai letto o di una qualsiasi cosa che io so e che lui non sa. E se poi invece la sapesse?
Metto la coda tra le gambe e scappo con il mio surrogato di raccordo recitando un mantra affinchè sia quello giusto. Lo sarà ma servirà a poco perchè la prosecuzione del tubo ci porterà a un altro pezzo mancante e a un’altra visita al negozio di ricambi.
A casa vedo Francesco che gioca con le lettere sulla lavagna magnetica. Gliele butto via e lo faccio giocare con la cassetta degli attrezzi. Bene che si abitui.
Bravo. Gli uomini cominciamo da piccoli a renderli uomini.
Ecco cosa succede a far risolvere enigmi sin da piccoli ai ragazzini.
P.S. se ti serve un consulto la prossima volta, fai un fischio
Mio figlio (3 anni e1/2) ha una casetta degli attrezzi mooolto più completa della mia; aspetto solo che abbia l’età della patente per poter andare in ferramenta da solo, poi sarò salvo. (e like alla moglie che insulta tutti, a partire da te!)
ahahahahha,io non ci casco mai,(quasi)forse perchè NON avendo avuto un’uomo capce di,fin da giovanissimi ho fatto di me stessa l’arte de l’arrangio,cosi anche quando ho avuto bisogno di uno specialista,non mi hanno mai fregato,come? Mettendo in chiaro che ero a conoscenza di certi meccanismi,o forse molto piu semplicemente è per l’appunto il non demoralizzarsi di fronte a nulla o quasi,che fa si che uno non ti possana fregare.Il colmo? L’unica volta che ho avuto una fregatura in questo senso,è stato con il classico amico,uno di quelli che ti dice”Fidati di me,ti faccio risparmiare(acquisto piasterelle e sanitari x rifacimento bagno in un ingrosso)Vero ho risparmiato,ma meno di un mese dopo se ne sono visti gli effetti:disastrosi-Chi piu spende,meno spende!!!! -
[...] Il grande raccordo anelare, di [...]