Vieni a vedere la mia casa nuova
le foto del giorno della neve
e l’albero che abbiamo decorato,
ad assaggiare i cappelletti
che quest’anno li abbiamo fatti noi
e chissà come sono venuti.
Vieni per renderti conto
di quanto Francesco è cresciuto
da quando l’hai visto, troppo piccolo,
per l’ultima volta,
per sentire le sue bizze di adesso,
piccolo uomo che impara i confini.
Vieni perchè lui sappia di te
non solo come un nome nel ricordo
ma per come eri davvero
per la tua ironia,
per la tua umanità,
per la tua fragilità
che sono passate da me
e forse arriveranno a lui.
Vieni domani, papà,
che senza di te
la tavola mica è completa.
Senzarime
24 Dicembre 2009
12 Dicembre 2009
Ritroverai queste parole per caso
nascoste tra le cose che non hai buttato
e lì per lì sarà difficile comprendere
il senso stesso di quanto stai leggendo
e ci vorrà un po’ affinchè la memoria
riporti a galla il contesto, il momento
e poi, con la dovuta calma,
anche le sensazioni che ti avevano regalato
quando le hai lette per la prima volta.
O forse sarai tu a cercarle, queste parole,
in un giorno nel quale avrai voglia di ricordare
o solo di provare un po’ di nostalgia
o solo di vedere se ancora le sai riconoscere
o solo di sapere se sanno ancora fare
quello per cui sono state create.
E può darsi che sarà una delusione,
che le scoprirai più stupide, più banali,
che penserai che era meglio tenersi il ricordo,
che forse è sempre meglio il ricordo.
Loro, comunque,
saranno qua ad aspettarti.
2 Dicembre 2009
Vorrei stare con te
un tempo lunghissimo
diciamo, per darti un’idea,
più di quanto serva al PD
per vincere le elezioni.
1 Dicembre 2009
Dimmi dove sei
quando non stai nei miei sogni
dimmi come fai
quando le tue dita non trovano le mie
dimmi cosa pensi
quando ti dico che me ne voglio andare
dimmi come riesci
a riprendermi ogni volta
dimmi come puoi
sopportare le mie paure
dimmi che magia usi
per farti amare così forte.
Dimmi dove sei
che sto venendo da te.
12 Novembre 2009
Ci vorrebbe Mogol
o Montale, o Prevert,
o al limite D’Alessio
o chi le fa per lui.
Ci vorrebbero le parole giuste
e io ce l’ho
ma una mano non sarebbe male
così, per metterle in fila,
spingerle verso di te,
chiederti un po’ scusa,
dirti qualche grazie.
Ci vorrebbe uno bravo,
col dono della sintesi,
con le giuste metafore,
le virgole corrette,
capace di commuovere
ma senza esser patetico,
lontano dalla retorica
ma non per questo banale.
Uno che sappia farti capire,
senza dirlo, l’importanza.
Ci vorrebbe, già.
Ma siccome non c’è,
beccati questa.
29 Ottobre 2009
Mi rimbalzi dentro
entrando dagli occhi
passandoci in mezzo
scendendo giù, in basso, giù, in fondo,
a un passo dal cuore
che sfiori leggera
temendo di fargli del male, al solo toccarlo
perché non lo sai
che il solo vederti, il solo sapere che esisti
gli basta per farlo morire.
Mi rimbalzi dentro
e temo stavolta
che non ne uscirai
che troverai un posto
nel quale fermarti, nel quale posarti,
a un passo dal cuore,
sicura, stavolta, che non farai male
che tu sei la vita per lui, per il mondo
nel quale io vivo
nel quale io spero di tenerti accanto
di tenerti per sempre in me.
Mi rimbalzi dentro
e sono felice
sentendo che infine
hai trovato il tuo posto e che ci stai bene
a un passo dal cuore
e questo è il momento
nel quale so dirti
che non hai sbagliato
ora che hai capito
che quello era il posto tenuto per te.
Mi rimbalzi dentro
mi piace il respiro
che picchia sul mio
laggiù dal tuo posto dal quale mi nutri
a un passo dal cuore
ti sento chiamarmi
ti trema la voce
nel chiedermi di non scacciarti
di averti per sempre
nel posto che è nato per te.