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Archive for luglio 2009

orologioQuando sei in sala d’attesa, dal dottore, tutti odiano quello che sta dentro. Ne parlano male, dubitano delle sue magagne, fanno illazioni sulle sue inutili chiacchiere, biasimano il medico che gli dà corda.
L’altro giorno un tipo, non contento, ha detto “se hai il cancro o un infarto vai all’ospedale, altrimenti se sono cavolate devi fare in fretta”. Frasi tipo: è mezzora che sta dentro, è una questione di educazione e di rispetto per gli altri, cosa avrà da dire. Se è un anziano si tratta di ipocondria, se è un giovane sta raccontando i fatti suoi.
Per contrasto tutti quelli che aspettano promettono ai loro momentanei compagni di sventura che loro, al contrario, faranno velocissimo. Un paio di ricette, la misurazione della pressione, cinque minuti “di orologio”. Magari sperando che qualcuno, commosso, dica “Beh allora vada prima di me” (cosa che a memoria d’uomo non è mai accaduta ma, come si dice, tentar non nuoce). Poi quello che ha promesso una visita lampo entra e viene come fagocitato dalla distorsione temporale che impera nello studio dei medici. Un luogo dove il tempo corre diverso a seconda se stai dentro o fuori dalla porta.
Sempre l’altro giorno la signora che mi precedeva, ipercritica con quelli che c’erano prima di lei (una famiglia di extracomunitari, quindi con aggravante razziale), è entrata per “due ricette” ed è stata dentro mezzora. Giuro, io ero lì fuori e me ne stavo lamentando con gli altri.

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