Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for agosto 2010

Valnontey, agosto 2010

E’ in qualche modo un privilegio – anche se il mio cervello bacato a volte si appanna e sembra non farci caso – essere stati nel giro di un mese in due tra i più bei posti d’Italia.
A luglio nelle spiagge tra Villasimius e la Costa Rei, dove nemmeno un’improvvida varicella del pargolo riesce a toglierti dagli occhi quel mare di un colore che secondo me nemmeno esiste nel vocabolario.
E ad agosto in Valnontey, l’estrema propaggine della Valle di Cogne che si estende sotto i ghiacciai del Gran Paradiso.
Eccola qua.


Il Prato di Sant’Orso, da Cogne verso il Gran Paradiso.


Il torrente della Valnontey.


L’Hotel La Barme (dove stavamo noi) e il Gran Paradiso.


(e una gita a…) Il Lago d’Arpy e il Monte Bianco.

Read Full Post »

Volendogli trovare un difetto, ha una copertina che fa schifo. E anche il titolo italiano non mi fa impazzire, anche se non ho perfettamente capito quello inglese “Beat the reaper” (dovrebbe essere una roba tipo “batti la mietitrice”, quindi vedi di non morire).
Volendo trovare un altro difetto, scorre troppo in fretta e lo finisci in un respiro (o in uno sparo, come dicono la maggior parte delle recensioni).
Tolto questo, “Vedi di non morire” è uno spettacolo di ironia, sarcasmo, noir, mafia e medici in prima e seconda linea. Con sangue come se piovesse.
Sembra di tornare ai primi Lansdale, molti lo paragonano a Tarantino (vedremo il film che ne trarranno con Di Caprio nei panni del protagonista).
E’ la storia di Pietro Brwna, detto Orso, poi ribattezzato Peter Brown dopo che è passato nel programma di protezione testimoni. Un gangster mafioso per motivi sentimentali, in seguito riconvertito alla scienza medica per riscattare i suoi peccati salvando vite umane, almeno finchè non si ritrova tra i suoi pazienti un ex collega che lo riconosce…
C’è davvero di tutto, squali inclusi. E ci si diverte un sacco, a patto che piaccia lo stile tagliente del debuttante Josh Bazell.
Tutta la parte medica, con le comiche spiegazioni e le irresistibili note, è quasi un bonus track.
Purtroppo, come detto, finisce presto, accidenti a lui.

Read Full Post »

Curb your enthusiasm

E’ frustrante quando scopri una cosa, libro film o musica, che ti fa impazzire e la gente attorno a te non la conosce.
Soprattutto perchè, come in questo caso, il telefilm è una perfetta ragnatela di situazioni e battute che ti rimbalzano nella testa per tutta la giornata e tu, cavolo, non puoi condividerle con chi ti sta intorno perchè dovresti prenderla alla lontana e dire

“Ieri sera nel telefilm che ho visto c’era lui che aveva scommesso 5000 dollari con l’agopunturista sulla sua guarigione.”
“Che telefim è?”
“Si chiama Curb your enthusiasm, una cosa americana.”
“Ah, si vede qui da noi?”
“Stanno dando su FX la prima stagione, ma io sto vedendo su internet la seconda. Ce ne sono sette.”
“Chi ci lavora?”
“Larry David.”
“E chi è?”
“Il protagonista dell’ultimo film di Woody Allen, Basta che funzioni. E’ anche il co-creatore della serie di culto Seinfeld, hai presente?”
“No. Ma ho capito chi è lui. Quello pelato. E di che parla?”
“Lui interpreta sè stesso in situazioni quotidiani semplicissime che per qualche motivo si complicano – in modo comico – all’esasperazione. Fa il misantropo cinico e polemico, ma paradossalmente incontra sempre persone più cattive di lui. Si svolge a Los Angeles ed è anche, oltre che divertente, un interessante spaccato dell’America di oggi.”
“…”
“Lo vedo in inglese.”
“…”
“Con i sottotitoli in inglese.”
“…”
“Pensa che nell’episodio di ieri sera lui a un certo punto…”
“Senti, ma il fantacalcio quando lo cominciamo?”
“La seconda di campionato.”

Forse il titolo, che significa “smorza l’entusiasmo”, sta a rappresentare proprio quello che devo fare io quando ne parlo agli altri.
A proposito, pensate che nell’episodio di ieri sera lui a un certo punto…
(Alt-F4)

Read Full Post »

Il conto degli anni

A volte ripenso a episodi della mia infanzia e faccio il conto di quanti anni avessero i miei genitori allora e scopro che ne ho più io adesso di quanti ne avessero loro allora.
Ciò è quasi sempre scioccante, voglio dire io che mi sento giovane (anche se mi convinco di stare invecchiando) essere più vecchio di loro che erano giovani ma mi sembravano vecchi.
Per dire, quando abbiamo fatto il viaggio in Spagna io avevo 5 anni e mio padre 31, cioè 13 anni meno di quelli che io ho adesso!
Vabbè, ormai ci ho fatto il callo.
Ma oggi, facendomi la barba, mi è tornata in mente una scena di quando ero piccolo.
Con noi in casa stava un anziano zio dal curioso nome di Bogliasco (perchè quando è nato suo padre lavorava nella cittadina ligure).
Ecco, una mattina, avrò avuto 11-12 anni, l’ho visto che si faceva la barba con il suo rasoio antichissimo e la schiuma da pucciare col pennello e gli ho chiesto se mi potevo fare la barba anch’io.
Lui mi ha risposto che se iniziavo così presto mi sarei ritrovato come lui con la barba sempre ispida.
Stop, episodio non molto interessante.
Questa mattina mi sono detto che mi sta venendo la barba ispida e mi è tornato in mente.
E per un attimo ho pensato, oddio, ho passato anche l’età dello zio Bogliasco.
Mi sono messo a fare i conti, un po’ a fatica che avevo ancora sonno.
Lui era del 1898, quindi quando io avevo 12 anni (nel 1978) lui ne aveva… ottanta!
Sono ancora più giovane di lui.
Sospiro di sollievo.

Read Full Post »

Qua

Read Full Post »