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Archive for marzo 2012

E non si appannano mai

A Spezia ha aperto un mega-centro commerciale e, in ossequio alla regola per cui più si hanno le pezze al culo e più si ha voglia di spendere, la città è impazzita.
Al terzo giorno, smaltite le prime code, abbiamo attraversato la strada (che ci abitiamo davanti) e siamo andato anche noi in processione.
I negozi, i ristoranti, le scale mobili sono quelle che sono in tutti i centri commerciali, quindi c’è poco da raccontare.
Poi siamo ascesi in cielo e ci siamo trovati di fronte al centro fitness, comprensivo di megapalestra, piscina e spa.
L’idea era quella di entrare e dare un’occhiata ma siamo ben presto stati neutralizzati da alcune signorine in maglietta arancione che ci hanno spiegato che da soli non si poteva entrare.
Ci hanno raggruppati in un angolino in attesa che arrivasse la guida ufficiale, interpretata da un giovanotto dall’entusiasmo sospetto che ci ha portato per le sale descrivendo con toni trionfalistici la qualità delle macchine presenti e chiedendo domande manco fossimo alla National Gallery.
Il clou della visita è stata la visione aerea della piscina, che – come ha sottolineato con enfasi – non contiene cloro quindi (gesto con la mano a indicare) non si arrossano gli occhi, (più sotto) nè il naso, (ancora più sotto) nè la gola.
E questi vetri, ha concluso sull’orlo delle lacrime, non si appanneranno mai grazie all’impianto di areazione. Mai.
A quel punto tutti – inclusi neonati e anziani non deambulanti – erano convinti a iscriversi e perciò è venuto il momento della scrematura.
Ovvero il momento di parlare del prezzo.
Per il primo anno l’ambaradan costa 399 euro, che alla fine se contiamo di quanti secondi è composto l’anno non è moltissimo al secondo.
Si può sospendere? No. Si possono fare i mensili? No. Si possono fare le entrate? No. Ci sono sconti? No.
Cazzo, vi stiamo dando il paradiso a 35 euro al mese, non fate gli straccioni.
Dal secondo anno? Una pausa di silenzio e poi l’atroce verità.
Ancora non si sa, ha mormorato con imbarazzo, ma dovrebbe essere sui 900-1000 euro. Che anche considerando il numero di secondi che compone l’anno è sempre tantino per una città non propriamente benestante come Spezia.
A quel punto ci siamo avviati, un po’ avviliti, all’uscita. Consci che quel paradiso per noi mortali sarebbe rimasto inaccessibile.
Almeno fino a quando non si renderanno conto dell’improbabilità dell’investimento che hanno fatto rispetto alla città e allora scenderanno a patti.
E allora saremo noi a essere inflessibili.

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New

Spiego a franci cosa significa new.
Chiedo se non gli sia mai capitato nei libri o nei cartoni.
Pensa, poi mi dice ‘ ah sì, gli animali che rincorre simba nel re leone!’

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Ci sono periodi della vita in cui mi sento bene con me stesso e altri, come questi, in cui mi sento inadeguato.
E allora anche il semplice gesto di indossare una pashmina diventa complicato.
Vedi gli altri che la indossano con la naturalezza di Lawrence d’Arabia.
Vedi te, e sembra che hai quei fazzoletti al collo che mette la gente per coprire le brutte operazioni alla trachea.
La lasci più morbida e sembra quelle in cui si infila il braccio ingessato.
E non è una questione di “come si mette”. Quello lo imparo, vedo su wikipedia, al massimo chiedo.
Solo che dopo averla messa, in periodi come questi, mi sembra una cosa inutile, posticcia e che comunque fa cagare.
E’ come la storia del colletto della polo alzato.
L’anno scorso ho provato per un periodo ad alzare il colletto della polo, poi ho desistito.
Ci vuole il fisique du role e l’animo predisposto persino per alzare il colletto della polo.

EDIT: Qui tre modi di indossare la pashmina

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Come si imparano le cose

Una puntata di Masterchef.
Intervengono i parenti dei finalisti.
Una signora rubizza, didascalia “Mamma di Luisa”.
Franci legge “Mamma di Luisa”.
Un ometto, didascalia “Marito di Ylenia”.
Franci legge “Marito di Ylenia”.
Un ragazzo pelato, didascalia “Fidanzato di Spyros”.
Franci tace.
Dopo qualche minuto altro intervento.
Mamma di Luisa.
Marito di Ylenia.
Fidanzato di Spyros.
Franci rimugina, qualcosa non gli torna.
Altro giro, mammadi, maritodi, fidanzatodi.
“Ma Spyros non è un maschio?”
“Eh, sì.”
“E allora perchè ha un fidanzato?”.
Parte un vago spieghino, poi ci sarà tempo per essere più chiari.

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Talis pater

Franci è entrato nella fase dei votini.
Avete presente: “Se faccio X succede Y, se non faccio X succede Z”?
Che in genere, sommato alle elaborazioni tipiche – mi si dice – della crescita, si traducono in azioni da evitare affinchè accadano cose belle o affinchè non accadano cose brutte (tipo che gli alieni rapiscano i genitori).
Da una parte vorrei dirgli dell’inutilità dei votini, ampiamente sperimentata da me negli anni.
Quando ho evitato di dormire a pancia in giù per un mese è comunque finito male il sequestro di Aldo Moro.
Quando ho promesso che non avrei comprato la Gazzetta il giorno dopo la Juve è comunque uscita dalla Champions.
Tanto per fare due esempi.
Dovrei dirgli che sono delle stupidaggini, delle inutili superstizioni.
Ma preferisco fare un votino: io non glielo dico e succederà che lo capisce da solo.

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Gimme five


Un saluto all’amico Hombre.

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Ai miei tempi all’asilo delle suore non ti facevano cantare Waka Waka o Ai se te pegu, balletto incluso.
(E non solo perchè all’epoca la cosa più rivoluzionaria era “Passa la banda, chissà chi la manda, zum zum zum”).

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