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Archive for maggio 2012

Esca-lation

Alla Coop c’è un frigo, in prossimità dell’uscita, con i prodotti vicini alla scadenza e la scritta “Stiamo per scadere. Consumaci subito.”
Poi ce n’è un altro, vicinissimo all’uscita, con i prodotti che scadono il giorno stesso e la scritta “Siamo quasi scaduti. Consumaci oggi stesso.”
E un altro, quasi alle casse, con i prodotti già scaduti e la scritta “Usaci per pescare”.

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Invenzioni inutili

Ogni tanto, quando ho un surplus di scemitudine, mi dedico a immaginare cose che non esistono.
Cose più utili, come il reggitesta da pendolare, appeso al soffitto per evitare la caduta della testa quando il sonno sopraggiunge (ho poi scoperto che in Giappone hanno fatto una roba simile, con una ventosa però).
O cose totalmente inutili.
Una volta ho immaginato la terza freccia per l’auto, al centro della macchina, per segnalare a chi ti segue che vai dritto.
O l’indicatore luminoso della marcia, perchè chi sta dietro di te sappia se ingrani bene.
Stamani ero al semaforo, rosso (e ora io non passo più con i rossi da quando mi hanno dediecipuntizzato), e mi sono accorto che avevo una giacca rossa.
E ho pensato a una giacca che cambia colore con il semaforo.
Verde, si va.

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Come glielo spiego?

Stamani ho preso in edicola le figurine Panini speciali con il film del campionato, in regalo con Tuttosport (della cui qualità giornalistica ci sarebbe molto da dire ma lasciamo stare).

Poi una mezzoretta dopo sono uscite fuori le notizie sulla nuova Calciopoli e mi sono chiesto: “Come glielo spiego?”.

Come gli spiego che Stefano Mauri, ritratto nella figurina del miglior gol dell’anno, stamani è stato portato in galera?

Come gli spiego che Conte, al cui culto l’ho iniziato con grande impegno, l’anno prossimo non sarà probabilmente l’allenatore della Juve perchè dovrà scontare due o tre anni di squalifica?

Conte e Mauri, due delle otto figurine più significative dell’anno. Un quarto del film del campionato 2012 stasera sta nella merda.

Capisco che le cose difficili da dire siano altre, che non mancheranno le occasioni per veder crollare i propri miti. Imparerà che i politici rubano, che i Papi vengono spiati dai loro camerieri e che l’essere umano è, se mi passate una semplificazione, una schifezza.

Ma nello sport questi svelamenti sono sempre più pesanti.

O almeno lo sono stati per me, la mattina che hanno beccato Ben Johnson. Il pomeriggio in cui hanno arrestato Pantani. L’estate in cui la Juve è finita in B.

Per fortuna Franci è già abbastanza grande da aver imparato a illudersi ma anche abbastanza piccolo da limitare le proprie illusioni.

E comunque, come glielo spiego?

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Guest star: Mr Steve Jobs

Stanotte nel mio sogno c’era Steve Jobs.
Lo incontravo su un avveniristico molo americano. Avete presente quei moli di legno che si protendono sui laghi nei film made in usa?
Ecco, quello, ma con sopra una specie di serra in vetro che ospitava il suo ufficio. Suo di Steve.
Intanto diciamo che da morto deve aver finalmente iniziato a mangiare carne, perchè era bello cicciotto e somigliava più a Wozniak che all’originale Jobs.
Poi mi ha svelato alcune cose, che non so se dovrei condividere con voi. Sapete, la faccenda della quotazione in borsa, dell’insider trading.
Vabbè, visto che siamo in pochi lo farò, al massimo vi arricchirete voi del pullman.
In pratica il nuovo settore in cui si butterà la Apple non sarà, come tutti pensano, quello delle tv.
Ma sarà quello degli scooter.
Stupiti, eh? Lo ero anch’io quando Steve mi ha mostrato il catalogo con i cinque nuovi modelli, da 390cc a 700cc.
Che c’entra la Apple con gli scooter? Gliel’ho chiesto anch’io, suscitando un suo risolino di sufficienza.
Gli scooter sono prodotti antichi, praticamente uguali da cent’anni.
Lo scooter Apple (non mi ha detto il nome, ma immagino iniziasse con una i) avrà tutta la tecnologia immaginabile: collegamenti alla rete, video, ecc.
E in più porterà – parole sue – nel mondo dei motori la user experience di Apple, con innovazioni quali la possibilità di mettere lo scooter in modalità consone al momento che il guidatore vuole vivere.
Per esempio mi ha mostrato la modalità “Lounge”, nella quale lo scooter durante la marcia proponeva luci, musica e vibrazioni new age.
Poi siamo passati, ovviamente, a parlare della Pixar.
Lui mi ha mostrato le immagini di un nuovo cartone animato (che faceva abbastanza cagare in effetti) in stile Cars.
Io ho protestato che in realtà le prossime uscite sarebbero state Brave e Monsters&Co 2, che ormai è noto.
Al che lui, un po’ imbarazzato, ha detto che in effetti dell’animazione ne sa di più quell’altro (immagino intendesse Lasseter) e di chiedere a lui.
Era conscio di aver fatto una figura di merda e così il nostro incontro è finito piuttosto malino.

1. Non sembrava morto, niente vermi, occhi fuori, ecc.
2. Non mi ha dato numeri del lotto
3. Ieri l’auto davanti a me in coda aveva l’adesivo con la mela morsicata (pensate quando poco basta per imbastire una storia del genere)
4. Sì, avevo mangiato pesante ed ero reduce da una allucinante partita di calcio (la terza volta nella vita)
5. E comunque faccio questi sogni anche quando sto bene e mangio leggero

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Un orrendo flash

Mi sono appena reso conto che i lettori del mio blog, nei giorni buoni, starebbero su un pullman granturismo.

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Di che si parla oggi?

Dispiace dirlo, ma il successo del calcio non sta nel suo essere sport o spettacolo ma nel suo essere linguaggio universale.
E’ l’unico argomento, l’unico, che può riunire persone diversissime che si trovano a condividere lunghi momenti in cui non sanno cosa fare e allora devono parlare di qualcosa.
A me spesso piacerebbe parlare d’altro e non perchè sono fighetto, ma così, per sentire il parere dell’altro su un libro o su un film o su uno spot che mi è piaciuto.
Solo che non funziona, perchè di solito devi beccare un altro che abbia condiviso la stessa esperienza, o finisci – come mi capita spesso – nell’odioso ruolo di chi racconta cose delle quali all’altro non importa un tubo.
Un tempo il linguaggio universale era il meteo.
Ora invece abbiamo tutti i meteini sui cellulari e non appena ti azzardi a dire “domani piov…” l’altro ti interrompe con “sì, ma dalle 11 alle 13 ci sono schiarite, neve sulle Alpi e sole a Montegranaro”.
E allora si torna a parlare di Del Piero e Ibrahimovic, che chissà dove vanno.

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Mestieri

Per lungo tempo diceva che da grande avrebbe fatto l’autista di autobus.
Poi, via via che ha fatto nuove esperienze, ha scoperto nuovi mestieri che vorrebbe fare.
A ieri eravamo a questo elenco:
– guidatore della metropolitana di Roma;
– guidatore del bus 74 (Earl’s Court-Baker Street) a Londra;
– bigliettaio al Teatro Civico della Spezia;
– macellaio alla Coop (con particolare riferimento alla produzione degli hamburger).
Non è che ne vuole fare uno, li vuole fare tutti assieme, per chi dice che i giovani non vogliono lavorare (ieri ha detto che ne vorrebbe fare una decina).
La buona notizia è che non cita il mio lavoro, nè quelli banali tipo calciatore o miliardario.
La cattiva notizia è che tutto il mio impegno per spingerlo verso una carriera da idraulico sembra sprecato.

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