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Archive for settembre 2012

Barabba Edizioni, quelli delle Schegge di Liberazione, ci hanno di nuovo raccolto attorno a un libro.
Stavolta si parla di fantascienza, e infatti il libro si chiama “L’ennesimo libro della fantascienza” e si scarica qui.
Gratuitamente, che vuol dire che anche se siete gente che odia i libri lo potete prendere come con i volantini dell’ipercoop che vi mettono in cassetta.
Ah, c’è di carta e anche di elettroni, se avete (e dovreste averlo nonostante quello che vi dicono) il kindle.
In mezzo a quelle sei-settecento pagine ce ne sono un paio mie, si chiama “Un racconto inadeguato” e in effetti lo è.
La copertina da sola vale il prezzo del libro, ma siccome è gratis questa frase non ha molto senso.

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Anni che si perdono

Con l’approssimarsi dell’inizio della scuola mi convincevo sempre di più che i figli vanno fatti da giovani.
Perchè già quando scegli la scuola perdi un anno di vita, conscio che l’analisi delle variabili logistiche, umane, sociodemografiche nella quale ti sei arrovellato per mesi finirà miseramente per essere sconfitta dall’unica variabile che conta: il culo.
Poi lo iscrivi, e un altro anno di vita se ne va al pensiero del tuo piccolo che diventa grande, e se non fosse per l’immagine di Pinocchio portato a scuola dai carabinieri (che ha turbato la tua infanzia) lo nasconderesti in casa col gatto.
La lettura dei nomi della classe è garanzia di perdita di un altro anno di vita. Quelli che saranno i suoi compagni nei prossimi cinque o otto anni sono lì, finalmente, stesi come nomi su un pezzo di carta. Non hai altri elementi che quei nomi per capire se sarà una passeggiata o un’arrampicata e allora, sudando, provi a interpretarli associandoli a ogni genere di pregiudizio (per esempio le Annamarie sono pericolose ma solo nelle prime ore del mattino).
Infine il giorno in cui lo porti, cioè ieri, e lì gli anni cadono come foglie in autunno. Quando mette l’orrendo grembiule nero, simile a una giacca di lavoro per calzolai. Quando fai le foto. Quando varchi il cancello della scuola. Quando va. Va. Ciao.
Poi realizzi che lui sta sorridendo, che è entusiasta di questa nuova esperienza. Che sta sorridendo, ripeto, mentre tu stai ricacciando indietro le lacrime, che guai se ti vede.
Lo vedi nel suo banco, seconda fila al centro, 1^ D, intorno i suoi nuovi compagni così più belli dei loro nomi.
Ti saluta, è l’ora di chiudere la porta e di lasciarlo alla sua nuova vita.
Di colpo gli anni che hai perso ti ripiombano addosso, che ti servono tutti.
Sarà il loro peso, ma finalmente piangi.

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Per esempio stanotte a un certo punto si discuteva di un cane, che vivendo vicino a un ospedale aveva contratto qualche malattia per cui partoriva in modo strano.
Un medico ci elencava i risultati dei suoi parti recenti: un topo, diversi tipi di animali e persino un rotolo di banda plastificata.
Che il medico ha giustificato dicendo che il cane aveva mangiato un pezzo di binario della monorotaia.
Ecco, per dirvi perchè stamani sono stanco.

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1^ D

Quindi Franci sarà in prima D, che per noi che siamo stati sempre in C è un piccolo dolore, ma cercheremo di superarlo.
Oggi riunione preparatoria per il debutto di lunedì, nella quale:
a) vedremo per la prima volta la lista dei compagni di classe, cercando di interpretare dai nomi e cognomi quale sarà il rischio che nostro figlio finisca in una baby gang;
b) vedremo per la prima volta la maestra; tutti puntano su una tale maestra che rientra da un distacco a Milano, che qui è comunque una roba esotica e garanzia di serietà;
c) vedremo la reazione di Franci quando realizzerà che abbiamo finito di scherzare, ciccio, che da lunedì il gioco si fa duro.
E lui, che quanto a testa dura non ha da imparare niente da nessuno, si metterà a giocare.

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La stanchezza dei sogni

Avere un’attività onirica come la mia spesso è un’esperienza interessante.
Perchè aggiunge alle 16-17 ore di veglia anche un paio di ore (percepite) di sogni, che spesso – essendo io un tipo fantasioso a prescindere da quello che mangio la sera – hanno pure sceneggiature degne di nota.
Certo, capita che ci siano sogni brutti o paurosi o angoscianti.
Ma la maggior parte delle volte sono storie piacevoli da seguire.
L’unico problema è che, in giornate come oggi, mi sveglio che sono più stanco di quando sono andato a dormire.
Evidentemente i sogni di stanotte, appesantiti dalla stanchezza della corsa di ieri pomeriggio e dal fritto di pesce di ieri sera, sono stati troppo faticosi da seguire.
Per stanotte programmo “Natale in India”.

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I capelli lo sanno

I capelli lo sanno quando si sta avvicinando il giorno in cui li taglierai.
Fino al giorno prima te li vedi che fanno schifo, che sembra che non te li lavi da secoli dopo cinque minuti di casco, che alla mattina formano costruzioni allucinate.
Così decidi di tagliarli, specie quando hai un figlio che – con la sincerità tipica dei bimbi – li guarda dicendo “quando li tagli i capelli?”.
Poi viene la mattina che hai deciso di tagliarli e i capelli, che lo sanno, si prendono paura.
E si atteggiano come se fossero della misura e della forma esatta che tu desideri.
Finisci lo shampoo e loro si vaporizzano sinuosi. Levi il casco e loro, che lo sanno che li stai per tagliare, si risistemano da soli.
Passi le mani in testa e loro, che lo sanno, non si ungono.
Solo che ormai hai preso l’appuntamento e, un po’ a malincuore, vai.
Tagli, e subito sei pentito perchè il nuovo taglio ti fa schifo, perchè non stanno a posto, perchè in fondo non erano così lunghi.
E i capelli, che sono anche vendicativi, sogghignano.

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Stappatitappatitu

Il problema di questo incipiente autunno non è, come si temeva, lo spread o la crisi economica (quelli ormai sono risolti o metabolizzati).
Il problema è il cerume.
Questo pensi quando ti accorgi che a ogni ora del giorno le radio – anche quelle fighe come deejay che un tempo mai e poi mai – passano in maniera asfissiante lo spot della Cerulisina.
La fatina che stappa le orecchie canticchiando su un plagio di Bidibibodibibu.
Considerando quanto costano gli spot radiofonici significa che quello del cerume è tutt’altro che un problema di nicchia.
Significa che tante persone attorno a voi, magari le meno sospettabili, in questo momento hanno le orecchie tappate.
Il che spiega perchè tanta gente non capisce un tubo di quello che gli dite.
Ma tranquilli, Cerulisina le aiuterà.

Edit: Qui dicono che l’investimento è di un milione di euro. Eeeehhhh?

Edit2: Poi uno digita su google e trova questa domanda, che giro all’esperto di Yahoo Answers Hombre: “Al mio labrador puzzano le orecchie come faccio?”

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