Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for novembre 2012

Shafaccia

La più grande invenzione dell’era moderna è Shazam, che riconosce le canzoni, ci mette i testi, ti apre i video.
Se la gioca con la penicillina ma secondo me vince o perlomeno la uso di più.
Ho scoperto che in realtà un servizio del genere esisteva già in Inghilterra nell’era dei telefoni a gettoni: tu avvicinavi la cornetta e un servizio riconosceva la canzone (penso che sia una minchiata, ma l’ho letto).
Ora però aspetto lo Shazam umano.
Voglio andare in giro, puntare il telefonino sulla faccia di una persona e lui mi dice di chi si tratta.
Sicuramente qualcuno ci sta già lavorando, o esiste già.
E tutti quelli che oggi direbbero “aaah, la privacy” domani ce l’avranno in homepage.

Read Full Post »

Parole che si liberano

Ciao pà,

se fossi qui in questo momento – e in qualche modo ci sei, ci sarai – avresti la battuta giusta, il tono che sdrammatizza. La metà del nostro marchio di fabbrica, il senso dell’umorismo, l’ironia che non si spaventa di fronte a qualche eccesso, mai davvero cattivo, che non si nega qualche cinismo, mai davvero fuori luogo. Se ripenso a te quando ero piccolo, un te che aveva SOLO trent’anni e già aveva fatto un sacco di cose tra cui lavorare e mettere al mondo un bimbo grande, la prima immagine che viene sei tu che dici qualcosa e la gente che ride. Tu eri la “vipera” delle Poste e quel DNA di vipera è sceso nel mio, in quello di Daniele. Ci hai insegnato a essere simpatici alla gente, non estroversi ma sornioni, ad attendere il tempo in cui è più giusto dare il morso, spargere il nostro “veleno” e vedere nelle facce degli altri il sorriso.
Ma non è quello il regalo più grande che ci hai fatto. L’altra metà del nostro marchio di fabbrica, Chiappini DOC, è la sensibilità, la generosità. Ci hai insegnato a essere brave persone, a volte anche troppo brave, ci hai insegnato ad amare e ad essere amati (sembrano parole retoriche, inevitabili quando uno muore ma chi ti conosce sa quanto non lo siano). Questo è il più grande regalo che può fare un genitore a un figlio e spero che noi saremo abbastanza bravi da insegnarlo, bene come hai fatto tu, a Francesco e al bimbo o alla bimba di Daniele. Guardarsi attorno e vedere che la gente ti vuole bene è la cosa più bella che possa esistere. Era così per te nella “zona”, è oggi così per me e Dani nei nostri lavori, nelle nostre famiglie, nella nostra vita.
Ovvio che oggi mi manchi e ancora più ci mancherai quando il dolore e lo choc cominceranno a sedimentare. Mi manca di non averti avuto abbastanza. Ho avuto la fortuna di averti papà giovane, avrei voluto vederti nonno anziano per Francesco. Ecco, questo è il mio rammarico più grande, che tu lo abbia visto poco. Anche Francesco come me non conoscerà suo nonno se non nei racconti che gli faremo, nelle parole con cui ti descriverò. Gli dirò di una persona perbene e intelligente, simpatica e generosa. E sono sicuro che anche a lui dispiacerà non vederti che lo aspetti nei giardinetti del Parco. Avreste potuto avere un pezzo di tempo in più, peccato. Ma dobbiamo essere grati di aver avuto questo pezzo di tempo in cui vi siete conosciuti, un tempo che poteva non esserci e oggi sarebbe stato tutto più doloroso.
Sei partito di botto, senza preavviso. Che dirti? Buon viaggio dovunque vai, che la tua capacità di sorridere sappia renderti leggera ogni cosa, che la tua capacità di amare possa restare sempre nei nostri cuori. E ci starà, vai tranquillo.

Gian

Oggi mio papà avrebbe compiuto 71 anni, invece ci ha lasciati sei anni fa.
Queste sono le parole che avevo scritto allora, messe accanto a lui in quella mattina gelida, e quasi nessuno le ha lette.
Ora è tempo che si liberino.

Read Full Post »

Il gorgo

Lei ha una qualche bellezza che la tiene al centro dell’attenzione, e un’intelligenza che è come un gorgo a cui la gente si avvicina per curiosità e si allontana per prudenza.

(A. Baricco, descrivendo un personaggio della Wolf nel pezzo di cui sopra)

Read Full Post »

I nomi delle montagne

La risposta che la Wolf dà alla domanda «Cosa sanno fare gli intellettuali», è la seguente: sanno dare i nomi alle cose. Pur nella mia deferente ammirazione per la gente di montagna, di cui subisco stupidamente il fascino, non riesco ad esempio a dimenticare la curiosa circostanza per cui, per lungo tempo, le vette delle montagne non hanno avuto nomi. La tanto sapiente gente di montagna dava un nome ai colli, ai passi, perché era utile darglieli, ma non era arrivata alla sublime astrazione di nominare vette su cui non era mai salita, poiché era inutile farlo. Solo quando in qualcuno insorse l’irragionevole istinto a salire là sopra, per il puro gusto di portare a compimento la Creazione, nacquero i nomi delle montagne. Lo stesso vale per la geografia più invisibile dell’umana sensibilità. Quel che è proprio degli intellettuali, che siano poeti o studiosi, è salire su vette apparentemente inutili del sentire umano e dar loro un nome.

(A. Baricco parlando di Christa Wolf nel suo “Una certa idea di mondo”)

Read Full Post »

Ante-spoileram

C’era un tempo – anche se sembra incredibile – in cui Canale 5 non poteva trasmettere in diretta nazionale e allora decideva che in Liguria i programmi andavano una settimana dopo rispetto alla Toscana.
Che per noi, gente di confine, significava che a distanza di pochi condomini qualcuno lo vedeva prima e altri dopo, a seconda di come era girata l’antenna (faccenda tornata prepotentemente di moda con il digitale, ma questa è altra storia).
E io avevo una zia a Pian di Follo che vedeva Visitors una settimana prima di me e, regolarmente, mi anticipava le cose.
Ciao, lei è un rettilone.
Ciao, lei si è mangiata un topo.
Da allora odio gli spoiler.

Read Full Post »

16.20, in spiaggia

Uno dei miei sogni ricorrenti è quello che devo prendere un aereo ed è tardissimo e addirittura devo ancora fare le valigie.
Stanotte mi sono superato.
Io e Barbara eravamo in spiaggia alle 16.20 quando lei mi ha ricordato che alle 17.00 avevamo l’aereo.
Un breve calcolo: dovevamo raccogliere le cose della spiaggia, prendere un autobus, andare in albergo, fare le valigie ed essere all’aeroporto entro le 16.30 per fare il check in.
Io ho guardato Barbara e le ho detto: tranquilla, tanto è un sogno. Non è la prima volta che mi capita.
Sono così sgamato, nei sogni.

Read Full Post »