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Archive for marzo 2018

Inutili voti

Non me lo ricordo quel 16 marzo 1978.

Mi ricordo bene cosa stavo facendo il giorno di Capaci o l’11 settembre, ma non il 16 marzo 1978.

In compenso mi ricordo bene i giorni successivi, il mio spasmodico assorbimento di notizie dalle rare fonti di informazioni di allora (ma come siamo sopravvissuti a un’era in cui non si sapeva tutto nell’istante in cui accade?).

Mi ricordo la speranza di ogni giorni, le lettere e le foto col giornale, le fughe di notizie e le illusioni di averlo trovato. Tutta roba che rivista oggi, dopo averne letto sui libri e visto nei film, sembra quasi una presa in giro. Loro sapevano dov’era e non lo volevano trovare, noi piangevamo nelle nostre cucine come delle stupide pecore incapaci di capire il gioco del pastore.

Ma soprattutto di quei giorni mi ricordo le notti. Quando mi coricavo in sala e dedicavo le mie preghiere a Aldo Moro, pregando Gesù che lo riportasse a casa, promettendo che se lo avesse fatto avrei rinunciato alle figurine, impegnandomi a non fare questa o quella cosa convinto che così gli avrei salvato la vita.

Tutta roba che, rivista oggi, mi fa sentire un coglione. Ma avevo undici anni, gli undici anni di allora, e quindi ero autorizzato ad esserlo.

Poi mi ricordo il pomeriggio del 9 maggio, il ritrovamento del corpo.

A Spezia arrivava il Giro d’Italia e io dovevo andare con i miei compagni a vederlo, in Viale Italia. Avevo già l’appuntamento con Luca, che cinque anni dopo sarebbe stato spazzato da un male bastardo.

Poi arrivò la notizia. I telegiornali partirono con le edizioni straordinarie.

E i miei genitori mi dissero no, non si va al Giro d’Italia. Potrebbero esserci manifestazioni, casini. Non si va. Gli altri sono andati, io no.

Io ero davanti al tg, a pensare a tutti i miei inutili voti che non gli avevano salvato la vita.

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