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Archive for the ‘Deliri’ Category

“Sport per animali depressi” è un servizio gratuito di psicoterapia per animali vertebrati e non vertebrati in difficoltà. Perché noi crediamo che la soluzione, anche per gli animali, non debba necessariamente essere quella farmacologica.

Il sintomo
Il luogo comune tende a identificare lo gnu come un animale tipicamente passivo, quasi assuefatto al proprio destino di preda dei grandi felini della savana.
In realtà dietro all’aspetto apparentemente rassegnato del bovide si nasconde un temperamento complesso, fatto di alti e bassi umorali che spesso tendono allo stato depressivo.
I lunghi periodi passati alla ricerca di pozze d’acqua si concludono spesso in fugaci momenti di serenità quando lo gnu si ritrova con i suoi simili ad abbeverarsi. Momenti che sono purtroppo costellati dalla tensione correlata al possibile arrivo del predatore.
Lo stato psicologico dell’ungulato finisce così per prostrarsi in un’attesa sfibrante del momento in cui verrà divorato e lo porta a vivere qualsiasi attività piacevole (il cibo, la riproduzione, il sonno) in uno stato d’ansia che ne impedisce il reale godimento.
Ovviamente non è possibile generalizzare. Nella popolazione degli gnu esistono esemplari che affrontano con maggiore spensieratezza i rischi della propria esistenza ed altri che estremizzano la propria depressione, fino a casi limite che concretizzano le loro tendenze suicida esponendosi volontariamente al predatore.

Una possibile soluzione
I tempi lenti con i quali il giocatore di biliardo prepara il colpo decisivo sono il miglior antidoto contro lo stress. In questo senso ci sentiamo di consigliare agli gnu, e non solo, di utilizzare il biliardo come rimedio contro un evidente o latente stato depressivo.
Qualcuno contesta una presunta incoerenza tra l’utilizzo della stecca e la zoccolatura dell’animale. A questi ci sentiamo di ribattere che anzi l’ungulatura rappresenta un ottimo appoggio per la stecca, che può essere fatta scivolare nell’incavo centrale della zampa, naturale punto di scorrimento. Ciò non toglie che, a fronte di una conclamata incapacità di alcuni esemplari nella manipolazione della stecca, si possa comunque utilizzare la variante comunemente detta boccette (non meno semplice però per animali non dotati di pollice opponibile).
Gli studi hanno portato a consigliare, nello specifico degli gnu, la cosiddetta “goriziana” a nove birilli. Data l’eventualità di un repentino arrivo di un predatore, è necessario individuare una disciplina che consenta chiusure parziali delle partite, in modo da evitare frustranti dibattiti sul risultato tra gli gnu superstiti all’attacco.

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Amo stirare, e questo l’ho già detto più volte (ma lo ripeterò perchè è una roba che porta punti). E un’altra cosa che ho già detto è che amo farlo guardando un film perchè mentre stiro il mio cervello deve essere disinserito dall’atto dello stirare e concentrato in qualcos’altro.
Però. Però quando uno stira deve inevitabilmente tenere gli occhi, almeno in grande parte del tempo, sulla cosa che sta stirando. Perchè per quanto uno sia dotato di immaginazione è difficile capire in quale punto passare il ferro se non si guarda lo stropiccio della camicia.

Questo ha un’inevitabile ricaduta sull’efficacia della visione del film, efficacia che cambia a seconda del tipo di film che si sta vedendo e in particolare, ho teorizzato durante la mia ultima seduta di stiratura (“Leoni per agnelli”), di due fattori:
a) l’importanza dei dialoghi nel contesto del film;
b) la staticità della scena.

L’ideale sono quei film che associano una scena che non cambia mai (tipo quelli che si svolgono nell’aula di un tribunale o in una camera d’albergo) con dei dialoghi strepitosi. In quei casi la visione diventa soprattutto ascolto e lo sguardo può staccarsi dalla stiratura ogni tanto, giusto per vedere se il tipo si è tolto la giacca o perchè lei mugola.
Il peggio sono i film nei quali i dialoghi non valgono una mazza e in compenso la scena è molto movimentata (in genere tutti i film d’azione) o, peggio ancora, i film-puzzle che vanno di moda negli ultimi anni (quelli di Inarritu, per dire). In quei casi la visione associata alla stiratura è, assolutamente, da evitare.

Ecco, giusto per sentirmi un po’ più scemo del solito, questa teoria – che definirei “della stirabilità dei film” (Movie ironing theory) – si potrebbe rappresentare così.

categoria nuova: deliri

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