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Archive for the ‘Uncategorized’ Category

Uno scorfano

“Ah, io non chiederei di essere un gabbiano, nè un delfino; mi accontenterei di essere uno scorfano, ch’é il pesce più brutto del mare, pur di ritrovarmi laggiù, a scherzare in quell’acqua”. (L’isola di Arturo, Elsa Morante)

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(Tuerredda)

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Che poi è curioso che di tutto quello di bello che potrei dire di Chia (Sud Sardegna, più vicino a Tunisi che a Olbia) e della mia lunghissima vacanza laggiù mi venga in mente di cominciare dalla raccolta differenziata.
Sarà che noi spezzini siamo in preda da un anno allo psicodramma della differenziata, in balia di un gestore che viene e va con la casualità della pertosse.
Fatto sta che eravamo appena arrivati nella nostra casetta e appena conosciuto la proprietaria lei ha iniziato a bombardarci di istruzioni sulla differenziata.
– L’umido va qua. La plastica qua, e SOLO, in sacchi trasparenti perchè controllano. Il metallo…
– Beh, con la plastica come a Spezia!
– NOOOOOO. Ecco perchè quelli di prima mi hanno unto tutta la plastica con una scatoletta di tonno!
– Da sola?
– NOOOOOO. Col vetro.
E così via, con domande a trabocchetto per vedere se abbiamo capito.
Fatto sta che il leit-motiv della vacanza è stata l’accuratezza con cui abbiamo diviso carta (che va da sola in contenitori di carta), vetro e metallo, plastica e umido.
Con la plastica, in particolare, che assumeva dimensione di gigantesco blob in attesa del passaggio a metà mese, coincidente peraltro con la vigilia della nostra partenza.
Al quarto sacco trasparente è arrivato il sospirato giorno e con soddisfazione abbiamo messo fuori il tutto. Per ritrovare tutto la mattina dopo.
Perchè non sono passati, ho immaginato io abituato ai ritmi spezzini.
PERCHE’ AVVETTE DIFFERENZIATTO MALE!!!, è sbottata la signora al momento dei saluti, LI HANNO LASCIATTI PERCHE’ NON SONO PERFETTI!
E ha cominciato a indicare microcorpuscoli estranei all’interno dei sacchi, incolpandoci del fatto che ora le toccava riaprire i sacchi e ridifferenziare tutto.
Il marito cercava di dirle che non potevano averli visti, ma lei era irremovibile.
Brava donna, bella casa. Ma non sbagliatele la differenziata.

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Tra le categorie di persone che da sempre soffro ci sono quelli che l’avevano capito prima.
Avete presente la soddisfazione di un finale a sorpresa di quelli dico MA NO MA DAI MA FIGURATI?
Quelle soluzioni che la nostra generazione – assuefatta alle narrazioni banali e prevedibili – adorano tanto che a volte basta una mezzo rovesciamento per fare di un film o di un libro un fenomeno di culto?
Ecco, sappiate che – come per ogni cosa bella della vita – ci sono anche lì quelli che rovinano tutto.
Ti dicono “Ma come, si capiva benissimo già dal risvolto di copertina” oppure “Era tutto chiaro dai titoli di testa”.
E io, invariabilmente, odio.
Ai tempi dell’Università c’era una futura medica lucchese che sosteneva che “Assassinio sull’Orient Express” si intuisca dai primi capitoli.
No.
Poi, col tempo, ci sono stati gli “smontatori” dei Soliti Sospetti e del Sesto Senso.
No.
E ora è il turno dell’ultimo film di Tornatore, bello al di là del geniale meccanismo costruito dal regista ma comunque non abbastanza originale per impedire al cretino di turno di dire che si capiva tutto “dalla prima telefonata”, ovvero prima ancora che tutti si fossero seduti al cinema.
No.
E anche ammesso che il cretino di turno che non si aspetta i finali sia io, non ditemelo.
Lasciatemi nella mia incredulità, lasciatemi fare OOHH quando succede il colpo di scena.
E dopo non ditemi che l’avevate capito.

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Stamani uscendo di casa ho visto la palmina nuova benedetta nell’ultima Pasqua appesa al suo posto apotropaico (il citofono).

Mi sono chiesto che fine abbia fatto la palmina dell’anno precedente visto che, come mi insegnavano i miei, è peccato buttarla nella spazzatura anche se è, a suo modo, scarica di benedizione.

Ma dove metterla, in quest’epoca di raccolta differenziata?

In proposito i vecchi avevano una soluzione, o almeno mio papà e mio zio facevano così: la bruciavano nel water.

Così la palmina scarica non finiva nella rumenta, Gesù non si arrabbiava e noi ci divertivamo un sacco con la puzza di bruciato in casa.

 

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Mea culpa

Il motivo per cui abbiamo perso gli europei è che io non sono stato sulla solita poltrona ma mi sono gettato in una sagra con maxischermo.

E’ vero, avevo lasciato la bandiera sul balcone allo stesso posto, ma non è bastata.

Ora, è evidente che a decidere chi vince queste manifestazioni è una specie di “algoritmo della scaramanzia”, che confronta il risultato degli italiani con quello degli spagnoli.

Voglio dire, ci saranno stati anche molti spagnoli che ieri hanno cambiato posizione rispetto alla finale del 2008. Ci saranno stati molti spagnoli che non hanno mangiato la tapa con lo zucchino marinato come quella sera del Sudafrica. Ci saranno stati spagnoli che si sono bullati della scaramanzia perchè erano sicuri di vincere.

Ma tutti quelli, calcola l'”algoritmo della scaramanzia” non sono stati sufficienti a controbilanciare anche solo un italiano che ha rotto l’incantesimo.

Che, secondo Libero, è Monti.

Ma invece sono stato io. Scusate. 

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Tempo fa si parlava del perchè certi comici, inclusa Sabina Guzzanti, peggiorano con il passare del tempo.

Poi il solito Carlo ha tranciato la discussione con una delle sue affermazioni definitive: “Perchè sono vent’anni che ci propinano le stesse cose e, a lungo andare, rompono il cazzo.”

Ecco, dopo aver visto il secondo Aniene su Sky devo dire che invece il Guzzanti maschio vive in un altro pianeta, se riesce ancora – dopo gli stessi vent’anni – a fare cose di tanta intelligenza e originalità.

Persino la riproposizione di vecchi personaggi (Lorenzo, padre Pizarro) non ha assolutamente nulla di ripetitivo o di macchiettistico, riuscendo ad aderire alla perfezione ai tempi moderni.

E poi anche questa volta ci sono stati passaggi geniali: il gemello di Tremonti che parla dell’economia come dovrebbe essere, le primarie del PD.

L’unico travestimento che non mi ha mai fatto impazzire è Vulvia, che trovo banale e al livello del Kazzenger di Crozza, ovvero un siparietto di cazzate fatto per conquistare risate facili.

Ma per fortuna stavolta Vulvia non c’era.

 

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New

Spiego a franci cosa significa new.
Chiedo se non gli sia mai capitato nei libri o nei cartoni.
Pensa, poi mi dice ‘ ah sì, gli animali che rincorre simba nel re leone!’

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