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Archive for maggio 2018

Il giorno che ti ho conosciuto c’era il sole

e sembrava uno di quei soli che

sono così forti che non ammettono una nuvola

nemmeno un’eclisse, figurati

che ci vuole una crema solare speciale

perché è un sole che passa

attraverso la protezione un milione

e attraverso i vestiti

e attraverso la cute il derma

e insomma ci siamo capiti

un sole forte

che pensi che non arriverà mai la notte

e ci sarà il sole a mezzanotte

senza essere a capo nord

e poi invece ti svegli e piove

e guardi fuori e ti chiedi

dov’è finito

non era mica così forte come sembrava

boh, delusione, pazienza.

 

Il giorno che ti ho conosciuto pioveva

e avevo dimenticato l’ombrello

che io non li porto mai dietro

perché li perdo

specie quelli piccoli

e forse c’è qualcosa di freudiano in questo

c’è sempre qualcosa di freudiano a ben vedere

o sono io che sono distratto e basta

comunque pioveva

e non avevo neanche le galosce

che sono quelle che coprono le scarpe, credo

e nemmeno il cappuccio sulla testa

insomma ero zuppo

ma non mi dispiaceva

perché a volte non è male inzupparsi

a meno che non sei un biscotto da colazione

in quel caso è la tua fine

comunque, dicevo, diluviava

camminavo pestando le pozzanghere come Peppa Pig

ero uno schifo insomma

poi mi sono girato e ti ho conosciuto

e ho capito dove era finito il sole.

 

(La lettura delle poesie di Guido Catalano mi ha fatto venire voglia di scrivere a mia volta sul suo stile. Tipo plagio, ma senza guadagnarci niente e con parole mie.)

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